Il teatro fa bene alla psiche

“Gli artisti sanno una quantità di cose tra cielo e terra che il nostro sapere neppure sospetta”.

S. Freud

È il secolo della psicoanalisi. Scagli la prima pietra chi non ha mai consultato un professionista della mente. Eppure, non tutti sanno che per aumentare la propria auto-consapevolezza esiste anche la teatroterapia. Che cos’è? È una forma di arteterapia di gruppo che nasce da un metodo, ideato da alcuni psicologi e teatranti, che coniuga le teorie psicologiche con il teatro, e integra molte terapie alternative con lo scopo di garantire ai partecipanti un maggior equilibrio tra corpo, psiche ed emozioni.

Ed è proprio a Napoli che l’associazione ANTHEA (Ass Naz di teatro-arte terapia) apre una scuola di Teatro Arte Terapia (iscrizioni fino all’8 aprile), avvalendosi de il Teatro dell’Anima, la scuola di musicoterapia ISFOM, le competenze psicopedagogica di Esperimento 20 impresasociale e le professionalità teatrali e psicosociali di Marina Rippa, Adolfo Ferraro, Sara Diamare e i loro collaboratori.

Il corso è un viaggio esperienziale e conoscitivo della comunicazione umana, attraverso il teatro che ne utilizza tutte le forme espressive: dal movimento alla voce, al suono, alla danza, alle arti plastiche (pittura, scultura, scenografia), alla multimedialità per mettere in scena e mettersi in scena.

L’arte è scelta in questo senso come strumento ideale, dal momento che per sua natura è profondamente legata ai sensi e al corpo (sensazioni visive, acustiche, tattili, olfattive, percezione ed organizzazione dello spazio) e coinvolge emozioni e processi cognitivi, che attraverso di essa trovano espressione nel processo di simbolizzazione. Quasi come se i sensi fossero delle porte attraverso cui l’uomo conosce il mondo, e che l’arte apre.

La scuola, si propone non solo di integrare le attività espressive con gli strumenti della psicologia clinica e della psicopedagogia ,delle scienze della formazione, ma anche di arricchire la psicologia clinica, la psicopedagogia, e le scienze della formazione con i metodi delle arti espressive.

Ma vediamo come funziona nello specifico il metodo della teatroterapia.

All’interno del gruppo avviene la messa in scena dei propri vissuti: conflitti, gioie e dolori rappresentate trovano modo di uscire e di prendere forma, diventando più gestibili, perchè ora hanno un volto ben definito. Si tratta di un processo educativo, laddove “educare” sta per educere, ovvero “portare fuori”: far emergere la consapevolezza ed una maggior conoscenza di sé mediante la pratica espressiva, l’osservazione ed il confronto, trasmettendo creativamente agli altri i propri risultati.

La teatroterapia implica anche l’educazione alla sensorialità e alla percezione del proprio movimento corporeo e vocale; agendo attraverso la rappresentazione di personaggi extraquotidiani (principalmente improvvisati), e implicando un minuzioso lavoro pre-espressivo.

È importante chiarire però che la teatroterapia non produce diagnosi, né interpretazioni psicologiche, ma rafforza nuove visioni di sé, pertanto non può sostituire cure psicoterapeutiche, ma le affianca.

Fonte: Quartaparete

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