La danza del se - Danza movimento terapia

Ha relazionato sul libro Paola Russo Psicologa Analista AIPA ed ha moderato Sara Diamare , psicoterapeuta RIZA psicosomatica.

Nell'ambito dei Seminari "Gli Psicologi incontrano le arti", l'Ordine degli Psicologi della Regione Campania, ha ospitato la presentazione del libro "La Danza del Sé-La via per incontrare la nostra vera natura” di Paola de Vera D'Aragona. Ha relazionato sul libro Paola Russo Psicologa Analista AIPA ed ha moderato Sara Diamare , psicoterapeuta RIZA psicosomatica. Per consentire al pubblico di partecipare all’atmosfera onirica e simbolica. Paola de Vera D'Aragona ha letto dei brani del libro esprimendosi in una perfomance coreutica con Laura Maria D’Agostino, danza terapeuta.

Il libro è un sogno. Inizialmente sotto forma di carteggio, poi di dialogo tra una giovane e la sua guida che le illustra il “mistero” del corpo attraverso i contributi delle antiche tradizioni, della filosofia, della psicoanalisi ma anche della fisica quantica.

Qualsiasi ricerca interiore e spirituale, in questa visione, parte dalla materia, dalla sua forma, struttura e funzione per muoversi analogicamente verso i processi più sottili dell’interiorità e della spiritualità.

Ne scaturisce una visione in cui si ipotizza come il corpo possieda una struttura unitaria che oltrepassa la materia stessa per “entrare” nel sacro.
Si prefigura cioè nel corpo un’unica tematica in triplice forma: l’Avere, l’Essere e il Divenire simbolicamente rappresentati sulla mappa del corpo dal Triangolo Basso, il Triangolo Medio ed il Triangolo Alto.
Si transita da un triangolo all’altro attraverso tre varchi: quello della Porta della Natura, della Porta dell’Uomo e della Porta degli Dei o Porta Regale.

Ciascuna di queste tappe è una tappa della coscienza che “si risveglia” a piani più sottili…
Questo cammino progressivo della Coscienza in direzione del Ricordo di Sé si fa nel microcosmo umano (corpo) attraverso la “verticalizzazione” cioè lasciando fluire l’energia dal basso verso l’alto e viceversa: le Tradizioni ci tramandano la “rappresentazione” dell’uomo con la mirabile simbologia dell’albero che affonda le radici nella terra e sale con la sua chioma al cielo.
Prende nutrimento dalla terra ma anche dalla luce del sole… L’ascendere ed il discendere come vie complementari…

In questa “via” che viene descritta, il “mezzo” usato è la danza nella sua accezione più ampia di meditazione dinamica…

“La danza, rispetto ad altre forme espressive, sembrerebbe rimandare a un più articolato impatto con la complessità dell'esperienza psicosomatica, convogliando la componente biologica e funzionale del movimento all'interno di una intenzionalità simbolico-rappresentativa” (Paola Russo, presentazione libro).

La parte finale del libro è dedicata ad esperienze che la Signora fa fare alla Giovane per attraversare le tre Porte.
Nel corso della trattazione siincontrano i giganti del 900 che spiegano ed aiutano a capire le difficoltà della “via”.
Jung, Gurdjieff, Einstein, Hillman, Guenon, Florensky e molti altri accompagnano il lettore, dal silenzio della loro grandezza e del loro insegnamento, alla riscoperta del Ricordo di sé con il corpo che si conferma essere, il tempio, il vaso alchemico della trasformazione, il simbolo dell’archetipo del divino.

Sottolinea Sara Diamare che “è proprio il linguaggio del corpo, quale sede di “entità universali somatizzate” ed il suo movimento, che ne consente le connessioni e le sinergie intrapsichiche e relazionali, alla base della conoscenza e dell’evoluzione.
Attraverso il linguaggio del corpo possiamo cogliere simbolicamente la matrice unica dell’Universo poiché parla il medesimo linguaggio analogico espresso nell’Arte, nei sogni, ed in tutte le manifestazioni dell’essere”.

“La rappresentazione artistica, chiarisce Sara Diamare, può essere una via per prendere contatto con aspetti profondi della propria realtà psicologica ed esistenziale, attraverso una catarsi.
Lo stesso teatro greco era un elemento a cui si ascriveva un potere taumaturgico di riequilibrio psicosomatico.
Ad Epidauro, nella Grecia del IV secolo, gli abitanti, anche delle classi meno abbienti, assistevano alle tragedie ritenute occasioni religiose dedicate al dio Asclepio.
Lo spazio teatrale, dove arte, medicina e magia si univano, diveniva così, luogo di cura.
Teatro etimologicamente deriva da Θέατρο, luogo dove si incontra Θεός–Dio”.

Antiche civiltà sostanziano nella nostra memoria come Rito, Mito, Arte e Cultura si compenetrano per affrontare l’ignoto.
La danza-movimento-terapia, che si collega idealmente a tali antiche tradizioni, nelle quali proprio la danza era una pratica di cura, ripropone negli attuali contesti clinici e sociali, le risorse del processo creativo, per promuovere l'integrazione psicofisica, relazionale e spirituale, il benessere e la qualità della vita della persona.

Nell’attuale situazione nazionale e mondiale sempre più abbiamo bisogno di investire in nuove modalità di adattamento all’ambiente che possano cogliere attraverso l’arte e la creatività, il senso dell’armonia con il creato.
Quando infatti ci si allontana dalla consapevolezza dei propri bisogni è indispensabile riscoprire i ritmi del corpo, ritrovare i tempi della natura nel rispetto dell’ambiente, perché il corpo ritorni ad essere teatro di auto-guarigione e di consapevolezza”.

L’autrice del libro è descritta da Paola Russo come “un esponente di spicco nel variegato panorama della DMT, ideata e interpretata da lei in chiave simbolica, laddove si può leggere il corpo in una dimensione che, attraverso la danza, travalica la pura fisicità per assumere,… valenze altre”.

di Mario Caruso

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